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Riccione - Concorso di progettazione Scuola Panoramica

Niente di più efficace, per passare da un luogo inospitale ad un altro accogliente, che saltare su un tappeto volante che ti trasporta in un baleno in un luogo amico; sul tappeto volante, il bambino partecipa al viaggio, sa di lasciare un luogo e di raggiungerne un altro, a volte sconosciuto. Non solo, il tappeto volante esegue i desideri del passeggero che così apprende la sua capacità nel far volare il tappeto, la sua capacità di vivere.La nuova scuola è un tappeto volante che guida il bambino verso un futuro migliore, è il tappeto che lo condurrà in una caverna “piena d'oro e gioielli”, è il tappeto che lo aiuterà “a corteggiare e conquistare il cuore della figlia del Sultano”, il tappeto vola perché è terra spirituale. La suggestione del tappeto volante che attraversa il tempo e lo spazio, le dimensioni vitali della pedagogia di Gianfranco Zavalloni, guida il nostro progetto. Salire sulla grande copertura curva, arrampicarsi, correre, cadere e rialzarsi, giocare, è un’esperienza sensoriale intensa,in grado di interagire con la propria città al contorno, fino alle colline e al mare, all’orizzonte, capace così di unire memoria, identità e cultura di una comunità locale.

La “pedagogia della lumaca” prende forma nella nuova scuola, lentezza, pedagogia della parola, dell’ascolto, esperienze sensoriali e lavoro manuale sono principi organizzati secondo le indicazioni ispirate al metodo pedagogico zavalloniano; l’architettura della scuola rispetta i vincoli posti e la normativa vigente, adotta l’uso di energie e risorse naturali e l’impiego dei criteri della bioarchitettura, concavità e convessità del “tappeto” raccolgono l’acqua piovana, sulle pendenze si possono stendere film fotovoltaici esposti bene ai raggi del sole. La pedagogia della lumaca si svolge intorno all’orto per imparare a far tesoro delle esperienze “..un piccolo orto naturale, nel cortile della scuola. Coltivare un orto a scuola significa imparare a rallentare. È un’esperienza altamente educativa. Seminare e coltivare sono attività che mettono a frutto le abilità manuali, le conoscenze scientifiche, lo sviluppo del pensiero logico-interdipendente, attenzione ai tempi dell’attesa, pazienza, maturazione di capacità previsionali. Nell’orto i bambini uniscono teoria e pratica, cioè il pensare, il ragionare con il progettare e il fare. In un orto s’imparano i modi, i momenti adatti per seminare..” si impara a vivere.E poi  il giardino, un “giardino all’italiana” in forma di lumaca, in continuità con la copertura, perché a scuola piuttosto che bocciare è meglio “sbocciare”.

L’architettura della nuova scuola “panoramica” di Riccione deve incontrare i bisogni individuali, educativi e sociali degli alunni, l’obiettivo è inseguire la bellezza e il benessere psicofisico che ne consegue.La distribuzione delle diverse funzioni, anzi delle diverse attività previste: classi, spazi comuni, spazi esterni è strutturata in forma aperta e orientata alla flessibilità dello spazio, alla resilienza, come adesso si usa dire, tale da sviluppare una capacità di adattamento anche a future e non previste esigenze.

Il progetto si inserisce nell’intero lotto assegnato, là dove c’era la scuola preesistente, chiusa in sé stessa, ora c’è il vuoto intorno al quale si costruisce la nuova scuola, il progetto così si lascia attraversare dalla luce e dall’aria rendendo possibili percezioni e relazioni visive con la città e la natura al contorno. Vogliamo definire un’idea di progetto contemporaneo che permetta di riconoscere il concetto architettonico proposto alle diverse scale, capace di dialogare positivamente con il contesto alla scala architettonica dell’edificio, alla scala urbana della città circostante fino alla scala paesistica del territorio. Il nostro è un progetto che vuole proseguire la storia della città, capace di interpretare la memoria quanto l’immagine della contemporaneità cui si riferisce, è un progetto che vuole esaltare la geografia dei luoghi, conformandosi ad essi e contribuendo alla nuova configurazione di quegli stessi luoghi, diventandone parte.

© 2021 by VULCANICAARCHITETTURA

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